Immagina un mondo…


Ho trovato un bellissimo aricolo su kappello.it, è una storia davvero particolare ma che spiega molto bene le restrizioni del software propietario.

Immagina un mondo

Proviamo insieme a fare questo piccolo esercizio mentale … Proviamo ad immaginare.

Proviamo ad immaginare un mondo dove un giovane, lo chiameremo Marco, decide di comprar casa.

Marco quella mattina uscì dalla casa in affitto preso dai suoi mille pensieri: il mutuo che avrebbe contratto, l’arredamento che avrebbe scelto, la topologia dell’appartamento e tutte le altre centinaia di piccole operazioni mentali che di solito svolge chi si appresta a fare un passo così importante.

Entrò in agenzia.

«Buongiorno!» disse l’avvenente signorina.

«Buongiorno!» rispose Marco. «Vorrei vedere un appartamento» continuò.

«… dunque … mi dica! Che genere di appartamento desidera?»

I due andarono avanti una decina di minuti, durante i quali Marco spiegò dettagliatamente le proprie esigenze e fece le proprie richieste.

«Ho proprio quello che fa per lei!» disse poi la commessa e le porse un depliand che pubblicizzava quello che sembrava uno splendido appartamento in centro città, come richiesto.

Ma un logo, stampigliato in basso a destra nell’opuscolo colpì l’attenzione di Marco. Si poteva chiaramente leggere MasterHome.

Marco aveva già sentito parlare della MasterHome e, quello che aveva sentito, non gli era piaciuto.

«Guardi, l’appartamento è bellissimo, ma vorrei comprarlo da un costruttore privato, non dalla MasterHome» disse.

«Oooh! … Mi spiace ma noi per convenzione trattiamo solo MH (MasterHome), per costruttori privati deve rivolgersi altrove.»

Sconsolato, Marco uscì dall’esercizio, estrasse il foglietto dove si era appuntato gli indirizzi delle agenzie immobiliari, e si avviò verso la successiva.

A fine giornata il bilancio era implacabile: tutte erano convenzionate con MH e a questo punto non vide altre alternative che tornare alla prima agenzia, dove aveva visto quel bellissimo appartamento.

Così fece e lo comprò. Nel giro di un paio di mesi ebbe nel cassetto le cambiali del mutuo e le chiavi della nuova casa.

Ora si trattava di arredarla. Entrò nel negozio di mobili, osservò, studiò. valutò, alla fine scelse. Ma qui la nuova delusione: i mobili che aveva scelto non erano convenzionati con MH ed, essendo lui proprietario di una casa sotto brevetto MH, non poteva comprarli.

Il commesso fu gentilissimo, gli propose delle valide alternative, tutte offerte da produttori convenzionati e, nel giro di qualche settimana, la casa fu arredata.

Passò ancora qualche mese e si avvicinava il giorno in cui Marco sarebbe andato a vivere nella nuova casa. Era davvero felice.

Ma una mattina uno trillo del telefono turbò il sonno del nostro giovane eroe. Era la polizia:

«Buongiorno. Sono il commissario Basettoni. Lei è il signor Rossi Marco?»

«… mmmh … s … si … p … perche?»

«Lei è dunque il proprietario dell’appartamento il via dei cigni 15, secondo piano?»

«… mmmh … s … si … p … perche?»

«Devo darle una cattiva notizia. Il suo appartamento è stato visitato dai ladri.»

Non avevano lasciato niente. Avevano anche rotto delle piastrelle e quasi tutti i serramenti. Non erano semplici ladri, pensò Marco, questi erano dei vandali!

Fu in questo sciagurato modo che il nostro povero protagonista venne a conoscenza della Notoria insicurezza delle case MH.

Ma non finiva qui. Quando telefonò al suo migliore amico, che di mestiere faceva il piastrellista, per chiedergli un preventivo di riparazione, si sentì rispondere da questi che non avrebbe potuto riparargli i danni perchè non aveva il patentino professionale MH.

Fu quindi costretto a rivolgersi ad un muratore patentato MH, per le piastrelle.

Fu quindi costretto a rivolgersi ad un fabbro patentato MH, per i serramenti.

Fu quindi costretto a rivolgersi ad un vetraio patentato MH, per i vetri.

Fu naturalmente costretto a comprare nuovi mobili convenzionati MH.

Il bilancio era terribile: enormi spese ed ancora non aveva potuto godersi la sua nuova casa. Ma la fatidica goccia che fece traboccare il vaso della sua serenità arrivò quando, chiedendo al muratore di apportare una modifica alle piastrelle di capitolato (tanto il lavoro andava fatto …), si sentì rispondere che nessuna modifica poteva essere fatta, perchè tutti i diritti sul progetto della casa li aveva MH.

Lo sconforto avvolse il giovane, che cominciò a sentirsi in trappola. Lui voleva semplicemente vivere la propria vita in modo indipendente, in una casa tutta sua, per avere una degna vita sociale, e si era ritrovato chiuso nella morsa di una multinazionale che non gli permetteva di fare ciò che desiderava della propria casa, ovvero, della propria vita.

Una mattina, avvolto nei suoi tristi pensieri, Marco stava passeggiando lungo il parco del centro, quando incontrò un suo vecchio conoscente.

«Ciao Marco come stai?» chiese questi.

«E, più o meno» rispose Marco.

«Perchè? Che ti è successo?».

E Marco gli raccontò tutte le sue sventure.

«Non te la devi prendere così» attaccò l’amico «Devi sapere che è grazie a MH che tutti possiamo avere una casa. È lei che le ha inventate, le ha messe sul mercato e ci ha permesso di avere un tetto sopra la testa. Si è vero, le case hanno qualche difetto, a volte, ma basta una chiamata e pensa a tutto MH, amico mio.» gli spiegò serenamente.

Poi i due si salutarono, con la promessa reciproca di rivedersi presto e Marco fece per continuare la sua passeggiata, avvolto in pensieri ancora più riflessivi e profondi, sulla base delle nuove rivelazioni.

Camminò a lungo, oltrepassò l’immenso parco, si addentrò in strade e vicoli sconosciuti, dei quali l’unico segno familiare era il simbolo MH ben impresso sopra ogni numero civico.

Camminò fino a giungere dall’altra parte della città. Era così assorto nei propri pensieri che non si rese conto che si era fatto tardi.

Dovete infatti sapere che le case MH sono dotate di un blocco di sicurezza. Essendo infatti notoriamente insicure, ogni giorno alle ventuno si chiudono e non permettono più a nessuno di entrare o di uscire. Naturalmente ciò non ferma i ladri, ma MH ha più volte dichiarato di essere stata costretta a prendere questo provvedimento per limitare i danni. Tutto a scapito dei poveri ed onesti cittadini, i quali, comunque, ormai si sono abituati, anzi, i più, lo ritengono un provvedimento necessario alla propria sicurezza.

Ma, assorto nei propri guai, Marco si era dimenticato di tutto ciò; ed ormai erano le ventuno. Sarebbe stato costretto a passare la notte fuori. Lo spavento dovuto a quest’ultima terrificante considerazione gli diede uno scossone e lo fece tornare lucido, dopo ore di pacato torpore.

Si guardò intorno, osservando questo sconosciuto quartiere, in cerca di qualcosa a cui aggrapparsi. Fu in quel momento che si accorse che c’era qualcosa di strano. Non capiva cosa, o meglio, gli sfuggiva, ma quel quartiere era diverso.

Poi capì.

Le case erano belle e variopinte, apparivano robuste e non v’era traccia di loghi della MasterHome.

Si chiese come fosse possibile.

Fortunatamente vide una locanda all’angolo e si apprestò ad entrarci, contento di aver trovato un luogo dove passare la notte. Ma un fatto ancor più strano colpì la sua attenzione: vide due bambini che giocavano in un vicolo, indifferenti al coprifuoco delle ventuno.

Con il cuore colmo di curiosità entrò nel locale e venne accolto da una decina di volti sorridenti. Incredibilmente, in quello strano posto la gente era anche felice e spensierata.

«Buonasera bello e baldo giovine!» disse l’oste.

«Salve!» rispose Marco «Sono rimasto bloccato oltre le ventuno, avrei bisogno di una stanza.»

«Oltre le ventuno? …? Ah … capisco! Oltre le ventuno! Arrivi dalla città! Mi spiace tanto, prego siediti. Vuoi qualcosa da bere?»

Il buon uomo lo servì con del delizioso succo d’arancia e Marco, che già si sentiva più rilassato, gli chiese come fosse possibile ciò che i suoi occhi stavano osservando.

«Figlio mio devi sapere che il mondo non è come ti hanno fatto credere, o meglio, non lo è tutto. Questo quartiere ne è la dimostrazione di fatto. Qui le persone si costruiscono le case da sole.» spiegò sorridente l’oste. Poi continuò «Si è vero, a volte è dura» disse indurendo l’espressione «perchè MasterHome ci complica la vita di parecchio. È difficile trovare fornitori e materiali perchè tutto il mercato è sotto il suo dominio.»

Riempì di birra un boccale da litro e lo porse ad un omino talmente magro che Marco si chiese dove avrebbe potuto metterla, tutta quella birra. Poi continuò il discorso

«All’inizio le nostre case erano poco più che baracche fatte con materiali di recupero. Ma un pò alla volta ci siamo costruiti da soli gli attrezzi, ci siamo procurati materiali nuovi e le capanne sono diventate quelle belle e sicure casette che vedi. Poi è arrivato il problema dei brevetti; MasterHome ci ha fatto molte cause sostenendo che avevamo violato il segreto di alcuni suoi progetti e siamo stati costretti a buttare giù molte case. Ma le abbiamo ricostruite meglio di prima; anche se ancora oggi dobbiamo affrontare qualche causa ogni tanto»

«Ma perchè MasterHome vi fa causa?»

«Bhè, ovvio, perchè gli portiamo via i clienti.»

«Ahh, quindi anche voi vendete case? Me ne vendereste una?»

«No, assolutamente. Noi mettiamo a disposizione le nostre conoscenze ed i nostri mezzi per far si che le persone se le possano costruire o possano farsele costruire. Certo, come ti ho già spiegato è dura, non abbiamo ancora molti dei confort a cui MasterHome, tramite subdoli mezzi legali, non ci permette di accedere, ma qui siamo felici con quello che abbiamo e soprattutto ci sentiamo liberi e padroni delle nostre case.»

Fu così che nel giorno della sua massima disperazione, Marcò entrò a conoscenza di questa bella e prospera comunità e, giusto il tempo di liberarsi della vecchia mostruosa casa, se ne fece costruire una nuova dal suo migliore amico muratore (senza patentino MH), solida, bella e sicura. Entrò a far parte di un nuovo mondo di cui fino a poco tempo prima non conosceva neanche l’esistenza e visse felice il resto dei suoi giorni. Certo, ogni tanto gli mancava la poltrona termoriscaldata telecomandata con batteria microtermonucleare tascabile, ma la carenza gli passava subito quando, affacciandosi alla finestra nelle ore del crepuscolo, vedeva i bimbi dei vicini ridere e giocare liberamente.

Se pensi che Marco sia stato uno stupido ad uscire dal torpore, a vendere la casa omologata MH ed ad unirsi alla piccola e libera comunità di periferia, allora smetti di leggere perchè questa pagina non ha niente da offrirti se non questa favoletta da raccontare ai tuoi nipotini, per farli addormentare.

Se invece pensi che Marco abbia fatto bene a riprendere in mano la propria esistenza, preparati, perchè ho un’informazione da darti: il mondo che ti ho raccontato non è immaginario ma reale, semplicemente riproposto in forma simbolica.

Per leggere questa pagina cosa stai usando? Un computer? Il computer è come una casa, tutti ne hanno diritto ed hanno diritto di sentirsene i padroni. Sostituisci MasterHome con il nome di una ben più nota Software House e chiama la piccola comunità di periferia con il suo nome: comunità dell’ Open Source.

Ora, se sei in grado di fare i dovuti paralleli, sei anche in grado di dare un significato a ciò che ti ho raccontato. Fai come Marco: vendi la mostruosa ed insicura casa e costruiscitene una tutta tua, ma tua davvero. Magari poi, se sei veramente furbo, applica lo stesso principio a tutte le cose, oltre che al semplice mondo dei computer.

Se invece il parallelo che ti ho chiesto di fare ti sembra un misterioso enigma, mi spiace, io ho fatto la mia parte, e tu continua a vivere sonni poco tranquilli, in una casa poco sicura e tieniti care le poche libertà che ti sono rimaste.

Ps. A, quasi dimenticavo …, e ricordati di tornare a casa per le ventuno!

Per saperne di più

Trappola nel ciberspazio

Un vecchio articolo del professor Roberto di Cosmo, che aveva già fatto un’analisi molto completa sulla situazione del software e del suo contorno socio-economico. Leggi….

Halloween Documents

Memorandum di casa Microsoft che, sfuggitigli di mano, sono stati diffusi su Internet, rivelando la metodologia utilizzata dalla multinazionale per “ammazzare” la concorrenza. Leggi la voce wikipedia.

Richard Stallman

L’ideatore del movimento che ha dato vita al Free Software, dal quale ha poi preso spunto anche l’ Open Source. Leggi la voce wikipedia.

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